Università Atlantidea
  • Attività
  • ottobre1st

    Durante l’estate 2012 è ripresa l’attività dei seminari e simposi di Università Atlantidea. Dal 17 al 23 Agosto si è svolto a Coa Sa Mandara il I Simposio sulla Paura, condotto da Viola Padovani. Su questo intenso e profondo lavoro pratico e teorico,  pubblicheremo presto un resoconto, ma nel frattempo si è deciso di  estenderlo a un secondo appuntamento che si terrà dall’11 al 17 novembre. Dal 26 al 30 ottobre invece si svolgerà il Simposio La Dea Madre – Il Femminile – Il Femminino Sacro. Su questa locandina trovate tutte le informazioni!

  • settembre22nd

    Pronti, via!

    Si riparte! Dal 28 al 30 settembre si svolgerà a Coa la seconda tappa del seminario “Il vecchio codice, il nuovo codice”. Ma dove e come ci eravamo lasciati a luglio? Troppe cose emozioni percezioni sensazioni. Dalla lacrime di gioia al terrore di mettersi in gioco, dalle risate di pancia agli abbracci più struggenti. Partecipazione e unione in ogni attimo della giornata. Come raccontare con parole (con il “vecchio” codice) questa esperienza è davvero il problema dei problemi. Abbiamo tentato di riassumere in un florilegio, una micro-antologia di commenti, frammenti e riflessioni post-Coa ciò che è accaduto. Con la consapevolezza che il mosaico estemporaneo delle voci dei e delle partecipanti fosse l’unica approssimazione possibile. Se la prima tappa ha segnato l’esplosione e la scoperta delle energie, in questa seconda andremo più a fondo, cercando di lavorare sugli Ego alterati e sui contrari. Sembrerà la solita “coincidenza”, ma proprio ieri Marcello Buiatti (biologo) e Giuseppe Longo (matematico) alla Sapienza discutevano del “benevolo disordine” del vivente, offrendo una serie di espressioni e concetti che Viola ha messo al centro del suo lavoro: biorisonanza (l’influsso reciproco che i diversi “strati” del vivente hanno fra loro), salto quantistico (lo fanno in continuazione gli esseri viventi, che hanno al loro interno meccanismi di “regolazione” quantistica che prevedono, fra l’altro, trasmissioni di informazioni all’indietro nel tempo) e infine aleatorietà del vivente (“abbiamo bisogno dei contrari per vivere”, ha detto Buiatti). A un certo punto qualcuna nel pubblico, fatto soprattutto di studenti e dottorandi, ha chiesto in questo “disordine vincolato” quale fosse la soglia che identificasse la vita. Longo, ticchettando sulla cattedra, ha risposto: “la vita ha inizio con il ritmo. Per esempio il ritmo metabolico.” Non so quanto ne fosse consapevole, ma una delle interpretazioni del Damaru, il tamburello dello Shiva danzante,  è che il suono simboleggi il ritmo del battito della terra. Insomma, stupefacente.

    Un accenno alle tematiche appena esposte lo trovate anche nella lettera che Viola ha inviato pochi giorni fa a tutti/e  i partecipanti al seminario di luglio. Ancora una volta anticipando ciò che avrei ascoltato (da altri) dopo. Anche (ma non solo) per questo le ho dedicato Che cosa è per me un Maestro.

    "Il seminario integrato? Wow…"

    Come nel precedente incontro proponiamo delle letture introduttive: stavolta abbiamo scelto un famoso testo di Ghandi, Hind Swaraj, composto quasi di getto nel 1909 durante un viaggio da Londra al Sudafrica. Il titolo è affiancato dall’inglese Indian Home Rule, ovvero l’indipendenza politica dell’India. Swaraj infatti vuol dire pressappoco “autogoverno”. Non si tratta semplicemente o esclusivamente di un testo “politico”.

    Scritto in forma di dialogo (Ghandi amava molto Platone), Hind Swaraj è un libro eversivo, scandaloso e impietoso che fa piazza pulita di tutte le invenzioni occidentali, ivi incluse le forme di governo, il cosiddetto progresso sociale e le tecnologie. Nulla viene risparmiato e al termine della lettura si esce abbastanza storditi. Nonostante infatti la semplicità e fluidità dello stile, quasi ogni parola di questo libro è uno schiaffo che va con calma meditato, digerito e assimilato.

    Ne avremo il tempo, a Coa. Per tre giorni ci riprendiamo un tempo per sospendere, sconnetter(ci), scivolare nel vuoto. Riabbracciare noi stessi. Sorridere. A presto!

  • luglio22nd

    “Vivo già fuori di me” diceva Santa Teresa. Vivere fuori di sé, per stare oltre sé stesso. Vivere disposto al volo, sempre, a qualsiasi partenza. (María Zambrano)

    Dopo più di un anno di preparazione, discussioni, incontri, scambi di mail e (auto)selezione dei partecipanti, si parte! Il 28, 29 e 30 luglio si svolge a Coa Sa Mandara la I edizione del seminario integrato che ha come tema “Il vecchio codice, il nuovo codice”. Di che cosa si tratta? L’iniziativa nasce dalla collaborazione di Viola Padovani e Domenico Fiormonte. Viola è la fondatrice del Centro Studi Platone e di Università Atlantidea. Domenico è ricercatore in sociologia della comunicazione all’Università di Roma Tre. Due mondi apparentemente lontani e diversi si incontrano, collidono, si fecondano a vicenda. Per generare il nuovo. Di qui nasce il primo esperimento di “università integrale”, un sogno che parte, fra le molte cose, dalla constatazione dell’insufficienza e dei vuoti della formazione tradizionale. Qui trovate una riflessione di Domenico e il testo di introduzione al seminario di Viola. Nelle tre giornate del seminario, scandite mattina e sera da un’attività con il corpo (Yoga, camminata, danza, lavoro alla terra, ecc.), proveremo a costruire un percorso di decostruzione dei vecchi codici (etici quanto psicologici, politici quanto estetici) e di esplorazioni di nuove modalità di rappresentare (ri-codificare) il nascente. Poiché siamo urgentemente chiamati a elaborare un pensiero nuovo che sappia interpretare ciò che (ci) sta accadendo.

    Leggi il programma. Scarica e compila il modulo di iscrizione.

  • luglio5th

    Sabato 21 maggio si è tenuta la quarta e ultima “lezione di archeologia”, l’evento organizzato insieme alla Associazione Culturale “Mandra Olisai” per promuovere la conoscenza di importanti siti archeologici di Sorgono e dintorni. Dopo aver visitato negli scorsi fine settimana il Nuraghe Talei e il Nuraghe Nolza e aver ascoltato alcuni tra i più importanti archeologi e la testimonianza dell’artigiano Karmine Piras (che fonde ancora con metodi millenari) siamo arrivati al sito megalitico di Bidu ‘e Concas… il “Sentiero delle Teste”.

    Per l’occasione la nostra guida è stata la Dottoressa Paola Basoli della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Sassari (ente sotto la cui giurisdizione si trova questo sito archeologico) che con grande professionalità e simpatia ci ha condotto tra i meravigliosi menhir di Bidu ‘e Concas e aiutato a decodificare un po’ la storia del sito e del popolo che vi abitò. La Dottoressa Basoli è stata l’archeologa che si è occupata della relazione da sottoporre all’UNESCO per far riconoscere questo sito “patrimonio mondiale dell’umanità”
    Questa giornata di cultura è stata soprattutto una giornata di festa e condivisione dove la visita a questo sito tanto caro ai cittadini di Sorgono e non solo e la pausa pranzo a Coa Sa Mandara hanno creato, a nostro avviso, un’atmosfera molto piacevole! Ma andiamo con ordine…

    Il programma della giornata prevedeva 2 lezioni della Dottoressa Basoli, una al mattino e una al pomeriggio, intervallate da un piccolo pranzo presso la nostra tenuta, Coa sa Mandara, confinante con il sito archeologico in questione. Al mattino ci siamo incontrati tutti all’ingresso di Bidu ‘e Concas dove la Dottoressa Basoli, accompagnata da Viola e Claudia ha tenuto una lezione introduttiva al megalitismo in generale e al sito in particolare, passando dalla sua scoperta da parte del Prof. Atzeni agli studi e le procedure per il riconoscimento di Bidu ‘e Concas (insieme ad altri monumenti megalitici) “patrimonio mondiale dell’umanità”.

    Bidu ‘e Concas è un sito archeologico non ancora aperto al pubblico (le chiavi infatti si chiedono al Comune), ci sono lavori in corso e solo recentemente è riaffiorato l’interesse delle autorità e degli archeologi a riportare alla luce i segreti di questo “santuario all’aperto” (definizione del Prof. Atzeni riportata dalla Dott.ssa Basoli). Nonostante i pochi scavi effettuati non confermino la tesi, molti archeologi e appassionati sono propensi a pensare che il sito nasconda innumerevoli meraviglie tra cui un pozzo sacro. L’elemento che non lascia dubbi agli appassionati è il vicinissimo santuario campestre di San Mauro: molti monasteri cristiani furono infatti costruiti sulle rovine o nei dintorni di luoghi sacri per le popolazioni nuragiche e Bidu ‘e Concas non può fare eccezione.

    Dopo la visita al sito ci siamo tutti trasferiti a Coa sa Mandara, sotto l’enorme quercia proprio di fronte la casa… dallo zainetto di ognuno è uscita una meraviglia di prelibatezze che tutti hanno condiviso, ma crediamo che questo spuntino verrà ricordato per il “chicken biryani” e il “mango curry” di Radhika, un tocco d’India che abbiamo provato ad inserire e a far assaggiare ai nostri ospiti… esperimento più che riuscito!

    Riposte le vettovaglie siamo tornati alla nostra cara archeologia con una sessione “question & answer” alla quale la Dottoressa si è gentilmente prestata, rispondendo a tutte le curiosità o ai “si dice che…” del pubblico con grande chiarezza e pungente sarcasmo verso i luoghi comuni radicati tra i non addetti ai lavori e le convinzioni radicate tra gli archeologi. La sessione si è protratta per un paio di ore alla fine della quale evidentemente c’era la volontà di approfittare della buona atmosfera che si era creata e allora si è deciso insieme alla Dottoressa Basoli di fare una visita anche al Santuario di San Mauro, come dicevamo prima, chiave fondamentale per la lettura della storia di Bidu ‘e Concas.