Università Atlantidea
  • Estate 2011
  • luglio22nd

    “Vivo già fuori di me” diceva Santa Teresa. Vivere fuori di sé, per stare oltre sé stesso. Vivere disposto al volo, sempre, a qualsiasi partenza. (María Zambrano)

    Dopo più di un anno di preparazione, discussioni, incontri, scambi di mail e (auto)selezione dei partecipanti, si parte! Il 28, 29 e 30 luglio si svolge a Coa Sa Mandara la I edizione del seminario integrato che ha come tema “Il vecchio codice, il nuovo codice”. Di che cosa si tratta? L’iniziativa nasce dalla collaborazione di Viola Padovani e Domenico Fiormonte. Viola è la fondatrice del Centro Studi Platone e di Università Atlantidea. Domenico è ricercatore in sociologia della comunicazione all’Università di Roma Tre. Due mondi apparentemente lontani e diversi si incontrano, collidono, si fecondano a vicenda. Per generare il nuovo. Di qui nasce il primo esperimento di “università integrale”, un sogno che parte, fra le molte cose, dalla constatazione dell’insufficienza e dei vuoti della formazione tradizionale. Qui trovate una riflessione di Domenico e il testo di introduzione al seminario di Viola. Nelle tre giornate del seminario, scandite mattina e sera da un’attività con il corpo (Yoga, camminata, danza, lavoro alla terra, ecc.), proveremo a costruire un percorso di decostruzione dei vecchi codici (etici quanto psicologici, politici quanto estetici) e di esplorazioni di nuove modalità di rappresentare (ri-codificare) il nascente. Poiché siamo urgentemente chiamati a elaborare un pensiero nuovo che sappia interpretare ciò che (ci) sta accadendo.

    Leggi il programma. Scarica e compila il modulo di iscrizione.

  • luglio5th

    Sabato 21 maggio si è tenuta la quarta e ultima “lezione di archeologia”, l’evento organizzato insieme alla Associazione Culturale “Mandra Olisai” per promuovere la conoscenza di importanti siti archeologici di Sorgono e dintorni. Dopo aver visitato negli scorsi fine settimana il Nuraghe Talei e il Nuraghe Nolza e aver ascoltato alcuni tra i più importanti archeologi e la testimonianza dell’artigiano Karmine Piras (che fonde ancora con metodi millenari) siamo arrivati al sito megalitico di Bidu ‘e Concas… il “Sentiero delle Teste”.

    Per l’occasione la nostra guida è stata la Dottoressa Paola Basoli della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Sassari (ente sotto la cui giurisdizione si trova questo sito archeologico) che con grande professionalità e simpatia ci ha condotto tra i meravigliosi menhir di Bidu ‘e Concas e aiutato a decodificare un po’ la storia del sito e del popolo che vi abitò. La Dottoressa Basoli è stata l’archeologa che si è occupata della relazione da sottoporre all’UNESCO per far riconoscere questo sito “patrimonio mondiale dell’umanità”
    Questa giornata di cultura è stata soprattutto una giornata di festa e condivisione dove la visita a questo sito tanto caro ai cittadini di Sorgono e non solo e la pausa pranzo a Coa Sa Mandara hanno creato, a nostro avviso, un’atmosfera molto piacevole! Ma andiamo con ordine…

    Il programma della giornata prevedeva 2 lezioni della Dottoressa Basoli, una al mattino e una al pomeriggio, intervallate da un piccolo pranzo presso la nostra tenuta, Coa sa Mandara, confinante con il sito archeologico in questione. Al mattino ci siamo incontrati tutti all’ingresso di Bidu ‘e Concas dove la Dottoressa Basoli, accompagnata da Viola e Claudia ha tenuto una lezione introduttiva al megalitismo in generale e al sito in particolare, passando dalla sua scoperta da parte del Prof. Atzeni agli studi e le procedure per il riconoscimento di Bidu ‘e Concas (insieme ad altri monumenti megalitici) “patrimonio mondiale dell’umanità”.

    Bidu ‘e Concas è un sito archeologico non ancora aperto al pubblico (le chiavi infatti si chiedono al Comune), ci sono lavori in corso e solo recentemente è riaffiorato l’interesse delle autorità e degli archeologi a riportare alla luce i segreti di questo “santuario all’aperto” (definizione del Prof. Atzeni riportata dalla Dott.ssa Basoli). Nonostante i pochi scavi effettuati non confermino la tesi, molti archeologi e appassionati sono propensi a pensare che il sito nasconda innumerevoli meraviglie tra cui un pozzo sacro. L’elemento che non lascia dubbi agli appassionati è il vicinissimo santuario campestre di San Mauro: molti monasteri cristiani furono infatti costruiti sulle rovine o nei dintorni di luoghi sacri per le popolazioni nuragiche e Bidu ‘e Concas non può fare eccezione.

    Dopo la visita al sito ci siamo tutti trasferiti a Coa sa Mandara, sotto l’enorme quercia proprio di fronte la casa… dallo zainetto di ognuno è uscita una meraviglia di prelibatezze che tutti hanno condiviso, ma crediamo che questo spuntino verrà ricordato per il “chicken biryani” e il “mango curry” di Radhika, un tocco d’India che abbiamo provato ad inserire e a far assaggiare ai nostri ospiti… esperimento più che riuscito!

    Riposte le vettovaglie siamo tornati alla nostra cara archeologia con una sessione “question & answer” alla quale la Dottoressa si è gentilmente prestata, rispondendo a tutte le curiosità o ai “si dice che…” del pubblico con grande chiarezza e pungente sarcasmo verso i luoghi comuni radicati tra i non addetti ai lavori e le convinzioni radicate tra gli archeologi. La sessione si è protratta per un paio di ore alla fine della quale evidentemente c’era la volontà di approfittare della buona atmosfera che si era creata e allora si è deciso insieme alla Dottoressa Basoli di fare una visita anche al Santuario di San Mauro, come dicevamo prima, chiave fondamentale per la lettura della storia di Bidu ‘e Concas.